© All images - Brandt M., 2010
Matthew Brandt continues his experimentation in photography with recent project - ‘Lakes and Reservoirs.’
The premise underwhich this project functions, acts to juxtapose the ‘real’ and what we see. Brandt has carefully controlled and created a unique method of production which has allowed the creation of a series of intriguing and engaging images.
We perhaps first notice the prominence of degredation within the images, which through the striking colours produced creates a certain level of aesthetic enticement. Looking further into the images we see the meticulous approach to composition Brandt has taken with each location. Beautiful lakes and mountain scapes fall in and out of frame in accordance to the classic rule of thirds, and other such ‘classic’ composition techniques.Nevertheless in the treatment of the C-Print afterwards, these images are quickly transported away from the typical glossy-calendar-scene image.
To create these effects, the photographer collected water from each lake or reservoir he photographed. Which was then used to soak the print for a given period of time - the effects of which we can see in the images above. It is the specific process that enhances a visual interaction between notions of representation and the real, the location itself and what we are shown.
‘They are circumstances of a Lakes’ image that meets its real substance.’ M. Brandt
C’è nessuno? 1997
Nicola Pellegrini
«All’inizio, l’arte del puzzle sembra un’arte breve, di poco spessore, tutta contenuta in uno scarno insegnamento della Gestalttheorie: l’oggetto preso di mira – sia esso un atto percettivo, un apprendimento, un sistema fisiologico o, nel nostro caso, un puzzle di legno – non è una somma di elementi che bisognerebbe dapprima isolare e analizzare, ma un insieme, una forma cioè, una struttura: l’elemento non preesiste all’insieme, non è più immediato né più antico, non sono gli elementi a determinare l’insieme, ma l’insieme a determinare gli elementi.»
«Au départ, l’art du puzzle semble un art bref, un art mince, tout entier contenu dans un maigre enseignement de la Gestalttheorie: l’objet visé – qu’il s’agisse d’un acte perceptif, d’un apprentissage, d’un système physiologique ou, dans le cas qui nous occupe, d’un puzzle de bois – n’est pas une somme d’éléments qu’il faudrait d’abord isoler et analyser, mais un ensemble, c’est-à dire une forme, une structure: l’élément ne préexiste pas à l’ensemble, il n’est ni plus immédiat ni plus ancien, ce ne sont pas les éléments qui déterminent l’ensemble, mais l’ensemble qui détermine les éléments»
Georges Perec, La vie mode d’emploi, 1978
Sally Mann ambrotypes
(Source: sallymann.com)
Operazione Mani cucite
laboratorio di legatoria e autoproduzione di quaderni con materiali di recupero
a cura di Zabar
tenuto da Rita Colacicco, Francesca De Palma, Ilaria Roglieri, Filippo Taveri
quando: mercoledì 28 dicembre 2011 / sabato 7 gennaio 2012, dalle 10.30 alle 19.30
dove: Zabar, via Cattaro 28, Bari
quota di partecipazione: 8 euro a persona
occorrente da portare: forbici, taglierino, riga, squadra, matita, gomma
prenota qui!
Una giornata rilassata per imparare a rilegare a mano in tanti modi diversi e ad autoprodurre quaderni che poi diventeranno rubriche, diari segreti, libretti di ricette, blocchi per appunti o quel che vi pare. Due date a disposizione tra cui scegliere il giorno più comodo. Quattro scatenati sperimentatori delle rilegature più ardite. Una caterva di carte, cartoni, cartoncini da cui attingere a piene mani. Ciascun partecipante è però invitato a recuperare qualunque materiale adatto ad essere trasformato in quaderni: fogli stampati da un lato solo, vecchie tavole di laboratori ormai passati, vecchi appunti (se scritti a matita meglio), riviste (per recuperare qualche margine bianco per quaderni mignon o foto a tutta pagina e pattern interessanti), vecchie magliette o vecchie calze da buttare via, pezzette acchiappacolore usate per il bucato che si tingono dei colori più strani, confezioni di cartone di qualsiasi cosa, nastri e carte stropicciate dei regali natalizi, carte napoletane e da poker, vecchia lana, fili spessi… ognuno potrà portare a casa i propri quaderni autoprodotti.
info & contatti: zabar@zabar.it
A6 DESIGNER • oggi 28 Dicembre 2011 • 10:30 - 22:30 •
Piazza Regina Margherita, Roma
L’allestimento rappresenta la “stanza” di lavoro del progettista. Viene ricreato un ambiente accogliente e familiare nello spazio urbano. Chiacchieri? Progetti? Scambi? Ascolti?
PARTECIPA.
Attraverso questa azione intendiamo ridare visibilità ai progettisti italiani, creando un network dove si possa aprire un confronto, inoltre lo scopo finale è quello di stabilire un contatto con il pubblico per le strade della capitale, comunicare.
Oggi, è diventato semplice appropriarsi di uno spazio virtuale. Al contrario diventa sempre più complicato e difficile riprendere e vivere in armonia con degli spazi reali, urbani, cittadini. Sperimentando nella città e con la città.
Vogliamo peraltro dimostrare alle giovani generazioni di progettisti che è possibile (ri)prendersi degli spazi nello scenario cittadino. Offrire un esempio al pubblico di quanto sia importante partecipare attivamente alla vita cittadina.
Ci proponiamo di esprimere cultura e di suscitare interesse da parte dei passanti, che troppo spesso vedono la città come un ambiente esclusivamente di passaggio, arrivando spesso a percepire l’ambiente urbano come ostile.
A6 designer, partecipa!
Support System
Alana Riley, 2002 - 2004
«I invited people I did not know to my studio to lie on-top of me. I photographed a roll of film with a medium-format camera (10 frames), choosing one frame as the final image. The resulting photograph is presented vertically (in the traditional portrait format), thus shifting the viewer’s perception of gravity and emphasizing a magnetic contact. I photographed over thirty people during the course of a couple years.»
see also this
Bacteriograms, bacteria samples on colour negative film.
Erno-Erik Raitanen, 2008 - 2010
«As the name Bacteriograms implies, this series is closer to photograms than photographs. These images are made without a camera, by cultivating bacteria on the gelatin surface of the negatives, using a similar process as the one used in laboratories to grow bacteria on agar in petri dishes. With
this work I want to raise questions about representation and reality; the
nature and the place of photographic medium in contemporary society.
I have gathered the bacteria samples from my own body. The bacteria
consumed the film surface producing photographic images that are entirely
created by a chance. I have been removed from the process but, at the
same time, the images are a product of my body; self-portraits.»
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Graphic design e neuroscienze
Nuove domande per la progettazione visiva
Giovedì 8 dicembre - ore 14:00 presso la sala Rubino
Più libri più liberi - Palazzo dei Congressi - Roma
Presentazione
Guardare Pensare
Progettare
Neuroscienze per il design di Riccardo Falcinelli
edizioni Stampa Alternativa & Graffiti
Relatori:
- Riccardo Falcinelli autore
- Giovanni Lussu direttore della collana “Scritture” e grafico
- Antonio Perri ricercatore di Linguistica generale Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli
Per informazioni:
Monica Mariotti 347 62 121 870
ufficiostampa@stampalternativa.it
